Viaggiare a lungo termine è totalmente diverso da viaggiare per un periodo limitato. Potrà sembrare una banalità, e forse lo è. Vorrei spiegarmi meglio.

In passato ho vissuto esperienze di viaggio che andavano dalle due settimane di ferie estive fino a 5–8 settimane, quando potevo permettermelo economicamente e avevo più tempo a disposizione. Viaggiare per mesi consecutivi porta con sé conseguenze che non avevo considerato prima della partenza.


Bisogna imparare a rallentare

Uno dei peggiori errori durante il nostro viaggio con un biglietto di sola andata è stato non riuscire mai davvero a rallentare.

Ci spostavamo ogni 3–4 giorni, e dopo alcuni mesi questo può diventare molto stancante, non solo fisicamente, ma soprattutto a livello emotivo. Significa fare e disfare continuamente lo zaino, cercare un nuovo alloggio, organizzare spostamenti e orientarsi in un luogo nuovo.

Trovare un equilibrio tra periodi di movimento e periodi più lenti, in cui creare una piccola routine, è la chiave per ricaricarsi e per assaporare il viaggio. Inoltre, rallentare aiuta anche a risparmiare soldi, se si viaggia con budget limitato.


Guardare avanti con equilibrio

Un altro errore che abbiamo commesso è stato pensare troppo al futuro.

Non intendo pianificare gli spostamenti, quella ormai l’abbiamo imparata a gestire. Parlo del fatto che, mentre vivevamo il presente, già guardavamo ai paesi successivi da visitare. Così si rischia di perdere il vero senso del qui e ora, soprattutto in un viaggio lungo dove ogni esperienza ha un valore unico.


Sfruttare il tempo a disposizione

Qualche anno fa sono stata cinque settimane a Singapore, Vietnam, Cambogia e Malesia. Tornata a casa, avevo la sensazione di non aver visto davvero nessuno di questi paesi.

Ho capito che collezionare timbri sul passaporto non significa conoscere davvero un luogo. Quando si viaggia senza biglietto di ritorno, conviene sfruttare al massimo i giorni del visto turistico e informarsi in anticipo sulle possibilità di prolungarlo, se si desidera restare più a lungo in un posto.


Riconoscere i propri limiti

Un denominatore comune tra i viaggiatori a lungo termine è il budget. Noi abbiamo imparato presto che il risparmio estremo non sempre è la scelta migliore.

A Ayutthaya, in Thailandia, abbiamo prenotato la guest house più economica possibile. La stanza era minuscola, senza finestre, con una sola ventola a soffitto, e il bagno in comune era in condizioni pessime. Per due notti abbiamo praticamente dormito pochissimo.

Poco più avanti abbiamo scoperto che, spendendo 4 euro in più, avremmo potuto avere aria condizionata e bagno privato, senza compromettere l’esperienza. Da quel momento abbiamo capito che a volte vale la pena spendere un po’ di più per vivere il viaggio in modo positivo.


Conclusione

Viaggiare a lungo termine insegna molto: a rallentare, a vivere nel presente, a sfruttare il tempo a disposizione e a conoscere i propri limiti.

Non è una gara a chi vede di più, ma un percorso di crescita e scoperta personale.

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